Wednesday, March 9, 2016

La Macchina protagonista in "I Miserabili"



Considero che la macchina protagonista di questo meraviglioso romanzo storico è la società che tramite le leggi e i costumi, ha lo scopo di modellare e classificare oggi persona e come conseguenza crea i destini di ogni uno.

"Fino a quando esisterà, per causa delle leggi e dei costumi, una dannazione sociale, che crea artificialmente, in piena civiltà, degli inferni e che complica con una fatalità umana il destino, che è divino; fino a quando i tre problemi del secolo, l'abbrutimento dell'uomo per colpa dell'indigenza, l'avvilimento della donna per colpa della fame e l'atrofia del fanciullo per colpa delle tenebre, non saranno risolti; fino a quando, in certe regioni, sarà possibile l'asfissia sociale; in altre parole, e, sotto un punto di vita ancor più esteso, fino a quando si avranno sulla terra, ignoranza e miseria, i libri del genere di questo potranno non essere inutili."
Parte Prima: Fantine, pag. 23

"Era indulgente colle donne e coi poveri, sui quali grava il peso della società. Diceva: ...E ancora: «A coloro che ignorano, insegnate più che potete. La società è colpevole di non dare gratuitamente l'istruzione ed è responsabile delle tenebre che produce. Se un'anima è piena d'ombra, il peccato vi si commette; ma il colpevole non è quegli che ha fatto il peccato, bensì colui che ha fatto l'ombra.» "
Parte Prima, Libro Primo, Capitolo IV: Le opere simili alle parole, pag. 38.


"...Abbiamo ben poco da aggiungere a quel che il lettore conosce già di quanto era capitato a Jean Valjean, dopo l'avventura di Gervasino. A partire da quel momento, come abbiam visto, egli fu un altr'uomo. Eseguì quello che il vescovo aveva voluto fare di lui; fu più che una trasformazione, una trasfigurazione."

Parte Prima, Libro Settimo, Capitolo III: Una tempesta in un cranio, pag. 349.

È una macchina a retroazione e quindi la sua risposta si vede affetta dalle azioni fatte per le persone che in certo modo crea. Ogni persona viene dunque vista come una parte di questa grande e complessa macchina.

"Ora, nel momento in cui Fantine tornò a Montreuil, una trasformazione inaudita s'era compiuta nella fabbricazione degli «articoli neri». Verso la fine del 1815, un uomo, uno sconosciuto, era venuto a stabilirsi nella città ed aveva avuto l'idea di sostituire in quella fabbricazione la gomma lacca alla resina e, per i braccialetti in particolare, i fermagli di latta

semplicemente ravvicinati ai fermagli di latta saldati: quel piccolissimo cambiamento era stato una rivoluzione...In meno di tre anni, l'autore di quel procedimento era divenuto ricco, il che è bene, ed aveva arricchito tutti intorno a lui, il che è meglio...Quell'uomo s'era gettato
in mezzo alle fiamme ed aveva salvato, a rischio della propria vita, due fanciulli, figli per l'appunto del capitano dei gendarmi; per la qual cosa nessuno aveva pensato di chiedergli il passaporto. Dopo d'allora s'era saputo il suo nome: si chiamava papà Madeleine."
Parte Prima, Libro Quinto, Capitolo I: Storia d’un progresso nelle conterie nere, pag. 257-259

"Ma che volevano da lei, Dio buono? Si sentiva perseguitata e diventava una bestia selvatica. In quel tempo, Thénardier le scrisse che aveva aspettato con troppa bontà e gli occorrevano cento franchi, subito; altrimenti avrebbe messo alla porta la piccola Cosette, sebbene convalescente della sua ultima grave malattia, abbandonandola sulla strada, al freddo, qualunque cosa avvenisse; crepasse anche, se voleva. «Cento franchi,» pensò Fantine. «Che mestiere si può fare, per guadagnare cinque franchi al giorno?» «Suvvìa!» concluse. «Vendiamo il resto.» L'infelice si prostituì."
Parte Prima, Libro Quinto, Capitolo X: Continua il successo, pag. 300.




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